Il referendum è previsto dalla Costituzione.
L’articolo 1 della stessa, infatti, afferma che “la sovranità appartiene al popolo”, che la esercita in due modi.
O attraverso la democrazia indiretta, eleggendo i propri rappresentanti in Parlamento, in Consiglio regionale e in Consiglio comunale.
O attraverso la democrazia diretta, decidendo personalmente su determinate questioni.
Il referendum, principale strumento di democrazia diretta, permette ai cittadini di esprimere direttamente la propria opinione su una legge.
Il referendum confermativo è previsto dall’articolo 138 della Costituzione e si svolge quando una riforma costituzionale, pur approvata dal Parlamento, non ha ottenuto la maggioranza di due terzi.
In questi casi, previa richiesta di referendum da parte di un quinto dei membri della Camera/del Senato, di 500.000 elettori oppure di cinque Consigli regionali, la riforma può essere sottoposta a voto popolare.
Nel caso del referendum confermativo non è previsto il quorum.
Questo significa che il risultato finale non dipende dal numero totale di votanti, ma solo dal confronto tra i voti validamente espressi: sì contro no.
In sostanza, se, nel caso specifico del referendum confermativo del 22 e 23 marzo, tanti sostenitori del sì si astenessero dal votare e numerosi sostenitori del no si recassero alle urne, a vincere sarebbe il no.
In questi casi, infatti, il meccanismo è semplice: non esistendo il quorum – non esistendo, cioè, una soglia minima di partecipazione da raggiungere –, il referendum sarebbe valido a prescindere dal numero di votanti.
Se a votare fossero pochi cittadini, insomma, a decidere sarebbero pochi cittadini.
In conclusione: a differenza di quanto accade nel caso del referendum abrogativo, nel caso del referendum confermativo, l’astensione non sabota la consultazione, ma permette che a poter decidere siano i pochi che si sono recati alle urne.
Per questa ragione, nel caso del referendum confermativo, ogni voto è fondamentale e fondamentale, se davvero si vuole che la riforma Nordio venga approvata, è recarsi alle urne.

Guida Dettagliata al Referendum di Marzo
In questa sezione rispondiamo alle domande più comuni per facilitare l’accesso alle informazioni essenziali.
Quando si vota?
Si voterà domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo
Quando saranno aperti i seggi?
I seggi saranno aperti dalle ore 7.00 alle ore 23.00 (domenica 22) e dalle ore 7.00 alle ore 15.00 (lunedì 23 marzo)
Quali documenti saranno necessari per votare?
Per votare saranno necessari un documento di identità e la tessera elettorale
Come si vota?
Per votare a favore della riforma Nordio occorrerà tracciare una X sul sì, senza aggiungere altri segni e/o scritte sulla scheda

Cosa fare in caso di deterioramento della tessera elettorale?
In caso di deterioramento, si potrà chiedere un duplicato della tessera elettorale, presentando domanda presso l’Ufficio elettorale del proprio Comune di residenza. In questo caso, sarà sufficiente riconsegnare la tessera elettorale in proprio possesso
Cosa fare se la tessera elettorale non presenta più spazi disponibili?
Se la tessera elettorale non presenta più spazi disponibili, si potrà chiedere un duplicato della stessa, presentando domanda presso l’Ufficio elettorale del proprio Comune di residenza. Anche in questo caso, sarà sufficiente riconsegnare la tessera elettorale in proprio possesso.
Cosa fare in caso di smarrimento o furto della tessera elettorale?
In caso di smarrimento o furto, presso l’Ufficio elettorale del proprio Comune di residenza, si potrà compilare e sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, sostitutiva della relativa denuncia presso Polizia o Carabinieri
Guida Completa al Referendum del 22-23 Marzo
Qui trovi tutte le risposte alle domande più comuni sul referendum, per chiarire ogni dubbio in modo semplice e veloce
Che cos’è il referendum del 22 e 23 marzo e come posso partecipare al voto??
Il referendum permette ai cittadini di esprimersi su importanti temi di interesse nazionale.
Quali sono i contenuti della riforma?
La vera matrice della riforma sulla quale saremo chiamati ad esprimerci con il referendum del 22 e del 23 marzo è ordinamentale, non politica.
Fake news
Confrontiamo in modo chiaro due posizioni opposte su dieci temi chiave del referendum
In Europa
Tabella di confronto con i sistemi vigenti negli altri paesi europei.
Qual è il testo della rifoma?
Il testo previgente e quello modificato dalla riforma, spiegato.
